Anni fa, a dire il vero tanti anni fa, la Cuoca Pa, poco prima di sposarsi, si recò una settimana a Parigi per lavoro con un collega. Sfortunatamente non si trattava di un entusiasmante lavoro ai fornelli, ma le aveva dato modo di fare quel viaggio. La cuoca Pa a Parigi non era mai stata e la sola idea di vedere quella romantica città, le procurava una frenesia quasi infantile. Peccato la compagnia non fosse romantica. La prima cosa che fecero, lei e il collega andarono alla locanda dove avrebbero alloggiato in rue de Clichy, 9° arrondissement… che spettacolo!!! La cuoca Pa, aprì le tende della sua finestra e c’era tutta la ville lumière in basso: da lontano poteva anche ammirare la punta della Tour Eiffel e la parte superiore dell’Arco di trionfo. Immaginava già quante belle cose avrebbe potuto vedere in una settimana dopo il lavoro… Non fu così: tutti i suoi progetti da turista fecero la fine delle bolle di sapone. La mattina si alzava prestissimo, faceva colazione con il collega e poi scendevano nel sottosuolo per prendere un rapidissimo mezzo di locomozione che li portava in fiera, luogo terribile privo di finestre. Ogni tanto questo prodigio della velocità riemergeva e la Cuoca Pa, ogni mattina ed ogni sera poteva ammirare per pochi secondi la chiesa du Sacré Coeur… ah, quanti sospiri. Il giorno prima di partire, colto da incantesimo o mosso a pietà, il collega della cuoca Pa fece una domanda fondamentale: “Ahò, ma te ce sei mai stata a Pariggi?” “In verità no” “Allora va ‘ngiro, và, che tanto oggi qui ‘ncè n’anima”. Neanche se lo fece ripetere mezza volta nel timore che il collega potesse cambiare idea, scappò via, senza lasciare nessuna scarpetta… anche perchè con quel freddo avrebbe corso il rischio di perdere anche un piede. Prese il famoso mezzo di locomozione e si diresse verso il centro; scese alla fermata della Tour Eiffel, vi salì fino al secondo piano con un ascensore che le causò cardiopalma. Ridiscese e a piedi arrivò al Louvre, non vi entrò (sigh!), proseguì verso Notre-Dame passando sul Pont Neuf e la visitò, già che c’era andò al Centre Pompidou e non vi entrò (risigh!) ma godette della vista delle modernissime statue site all’esterno del Beaubourg. .. aveva visitato Parigi in quattro ore, risalì su un mezzo che la riportasse verso la fiera sapendo che aveva solo visto qualcosina di quella splendida città. Mentre guardava fuori dal finestrino si presentò un bel folletto, vestito di tutto punto con una giacchina di velluto nera a coste sopra una camicia bianca con delle rouches di seta al colletto e degli elegantissimi pantaloni gialli. In testa, sui capelli impomatati, aveva un baschetto sulle ventitrè, portato con grande equilibrio. Il suo viso era simpatico con lo sguardo malandrino, accentuato da due baffetti da gagà che si lisciava di continuo con pollice e indice. “Bonjour!” esclamò con un inchino “E’ lei la chantosa cuoca Pa?”
La cuoca lo guardò con sospetto: da quale clinica riabilitativa per folletti folli era scappato costui?
“Cuoca quanto vuoi, ma di chantoso ce n’è ben poco!”
Il folletto mostrò tutti, ma proprio tutti i denti che aveva, compresi quelli attaccati verso le orecchie, inclinò il capo, strizzò gli occhi in una mossettina che probabilmente a lui sembrava accattivante e stampò un bacio sulla mano della cuoca quasi strappandogliela dal braccio.
“Enchantè, madame!! Rappresento gli jetins di questa città” disse con aria solenne “Sono venuto a conferirle un premio” e tirò fuori da una taschina della giacca una cipolla… non un orologio, ma una enorme cipolla bionda. Involontariamente la cuoca Pa alzò il sopracciglio destro.
“Non sia perplessa, madame. L’abbiamo vista correre come una maratoneta per cercare di gustare al massimo la nostra scittà, quindi eccole il meritatissimo ‘Cipolla d’Oro’!!!”
A questo punto la Cuoca Pa si aspettava che quella cipolla bionda fosse d’oro e invece era proprio una cipolla, fatta di cipolla, con tutti i suoi strati. La cuoca non voleva offendere il delizioso folletto tombeur de famme ma inevitabilmente si chiese cosa ci avrebbe fatto con una cipolla. Come se le avesse letto nel pensiero il gentilomino le sussurrò: “La cipolla è una, ma esistono mille modi di cucinarla”. Dopo tanti anni ecco uno di quei modi: una zuppa di cipolle maritata con formaggio svizzero.
Il giorno della partenza da Parigi fu l’unico pieno di sole e il capitano del vascello volante che riportava la cuoca in Italia fece due giri sulla città, talmente vicino che si poteva toccare. Ecco, ora la cuoca Pa aveva visto davvero Parigi.

INGEDIENTI X 4

700 gr di cipolle bionde
150 gr di Emmentaler
50gr di farina bianca
1lt50 di brodo vegetale
olio- burro – sale – pepe
4 fette di pane casareccio

PROCEDIMENTO

Pulire le cipolle e affettarle sottilmente. Farle appassire nella pentola con due cucchiai di olio e una noce di burro. Unire la farina (per evitare grumi si può stemperare con un pò di brodo e amalgamare bene tutto. Aggiungere il brodo e far andare per circa 45 minuti. Aggiustare di sale e pepe, dividere i 4 ciotoline e disporre l’emmenthaler sulla crema. Passare sotto il grill per circa 5 minuti. Tostare alcune fette di pane casareccio unte con un pochino di olio e accompagnarci la zuppa.

L’angolo del sommelier: Grechetto (bianco) di almeno due anni maturato in barrique, per renderlo morbido e profumato, oppure il mio amatissimo Cabernet Collio rosso giovane o ancora un giovane Chianti.

 

 

6 Comments on Soupe d’onion marriée

  1. Valentina
    19 ottobre 2012 at 8:55 (5 anni ago)

    Ma quanto mi piacciono i tuoi post! 😀 C'è un'atmosfera fiabesca qui, è tutto così bello! 😀 la zuppa deve essere una delizia e poi l'hai presentata benissimo! Complimenti e un abbraccio, buon fine settimana! 🙂

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  2. AntonellaCioccomela
    19 ottobre 2012 at 11:25 (5 anni ago)

    Ah come mi è piaciuto il racconto della cuoca Pa a Parigi! Deliziosa la tua zuppa (piace molto anche a me) e la presentazione è ultra chic!! Baci e buon fine settimana.

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  3. ilcastellodipattipatti
    19 ottobre 2012 at 11:44 (5 anni ago)

    Anto, pensa che una parte è vera… non quella del folletto!! 😀 Grazie, un bascio e buon weekend anche a te! Pattipa

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  4. Ilenia
    19 ottobre 2012 at 14:51 (5 anni ago)

    Ciao Patty, grazie per la visita, mi ha fatto molto piacere! Amo tutto ciò che è francese, quindi come non apprezzare la soupe?! buon weekend!

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  5. ilcastellodipattipatti
    19 ottobre 2012 at 21:36 (5 anni ago)

    Di niente Ilenia, grazie a te… hai un blog delizioso! PS: anche io ho perso gli occhi su "Il signore degli Anelli", innamorata di Faramir, cavaliere pacifista!
    Un bascio, a presto! Pattipa

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